Il romanzo per cui Starnone si è aggiudicato il Bagutta, Destinazione errata, edito da Einaudi, ha convinto la giuria per la sua freschezza narrativa : un aspetto che colpisce il lettore fin dalle prime pagine, quando si verifica uno scambio fortuito di due messaggi telefonici. Il piccolo equivoco potrebbe essere senza importanza, ma al contrario diventa foriero di vicende che si intrecciano e sovrappongono con un ritmo, una vivacità e una ironia non frequenti nella nostra narrativa alta. Da scrittore più che esperto, Starnone tiene le fila della vicenda capitolo dopo capitolo, con la rapidità tipica del romanzo breve (140 pagine), senza mai sciogliere del tutto la tensione, fino all’ultima riga ; e questo senza mai venire meno alla qualità del suo fraseggio.
« L’uomo che racconta questa storia ha trentotto anni, fa lo sceneggiatore. È sposato da più di dieci anni con Livia, donna intelligente, bella, soddisfatta del suo lavoro. La coppia ha tre figli (il piú piccolo di dieci mesi), la vita coniugale è appassionata, senza crepe. Ma nel corso di un pomeriggio particolarmente caotico si verifica un banale incidente. Il giovane marito e padre sta badando ai figli perché la moglie è a un convegno, e intanto scambia messaggi urgenti di lavoro con Claudia, la collega con cui scrive sceneggiature per la tv. Nella fretta sbaglia : invia a Claudia un messaggio d’amore destinato a Livia. Niente di male, naturalmente, se la collega, seria, affidabile, non gli rispondesse che anche lei lo ama e da tempo. Sarebbe urgente chiarire il malinteso, e invece è sufficiente un’esitazione perché tutto corra avanti e nella mente del protagonista si faccia strada qualcosa di latente, una possibilità nuova.
Di colpo Claudia è vista sotto una luce diversa, smette di essere semplicemente una compagna di lavoro e diventa una donna affascinante, complessa, capace di « scatti nervosi, insofferenze, sarcasmi, affermazioni nette e negazioni altrettanto nette, empiti di passione, pretese irragionevoli ». Senza averlo deciso – o decidendolo ogni momento – il protagonista si ritrova a fare quello che non avrebbe mai pensato di fare. Con un passo lieve, elegante, che finge di ignorare l’abisso su cui procede, Destinazione errata ci parla di come le nostre certezze siano gusci d’uovo, del peso insopportabile che generano a volte pensieri e azioni minime. Mentre, catturati da una crescente tensione narrativa, assistiamo a quella che ci appare, inesorabilmente, come la preparazione scriteriata di un naufragio, ci rendiamo conto di quanto sia facile mandare all’aria un’esistenza considerata felice. »
