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L’estraneità della voce umana – o dell’impero dei sensi : su Taccuino bianco di Francesca Marica
15 mars, Par renata morresidi Toni D’Angela I versi di Francesca Marica sono aderenze, come un vento che scivola sui luoghi, parole crudeli, quasi aptiche, serpenti che, come le parole, si “stendono” e al di sotto della parola “stendere i piedi”.
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